Alpi

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Come muta l’itinerario umano, ugualmente anche quello ultraterreno.
Una sciagura probabilmente evitabile, un’azione diversamente naturale,
meglio definita, "di madre snaturata".
Durante l’arco dell’anno solare, nei vari viaggi che allietano il mio
bene stare, uso come mezzo di trasporto l’aeroplano. Questa volta,
nonostante mi trovavo ad ascoltare la cronaca televisiva, seduto sul
divano, nell’assimilare una recente tragedia, proprio in quel
frangente, la mente diede origine ad un evento irreale.
Immedesimato nella parte, Iniziai dando sfogo all’immaginario istante,
seduto in uno di quei posti a bordo di quell’aereo. Un aeromobile che
si schiantò successivamente al decollo, portandosi dietro ad ogni
frammento, un considerevole numero di anime. In quei secondi
interminabili, l’ansia e un po’ di panico interiore, s’impossessarono
del mio umore.
Ripresi subito il controllo della mente, ma non posso dimenticare,
quegli adulti, bambini, adolescenti, gente ignara del proprio futuro,
vittime di una mente probabilmente malata, che impose e cambiò il loro
destino, permettendo al tempo di fermarsi, cancellando tutto quanto in
pochi minuti.

La normalità di una rotta, tramutata in una ipocrita fatalità.
Ascolto, ecco, arriva l’ansia, un pizzico di pazienza, tengo il cuore
compresso, ma rapidamente ritorno alla vita reale, e tirai un respiro
di sollievo, pensare di essere fuori da quel aeromobile. Come mi
sentii libero, confrontandomi nuovamente con la mia vita effettiva.
Fu quel momento, di intervallo irreale, che mi fece tanto male.
Chiunque in quel volo poteva trovarsi abordo, e come gli altri,
restare inermi ad aspettare, celando un dolce ricordo, inghiottito in
questo caso, da uno sterile destino, che non permette un materiale
ritorno.
La mente, che arma potente, con la capacità di avvalersi dell’umiltà,
come da tanta disumanità.
Un bambino che aspetta il proprio genitore, una mamma, che ha messo al
mondo inconsapevolmente una macchina dell’orrore.
Quando l’uomo acquista un particolare potere, raramente, ma capita,
spegne i sogni di quanti non vogliono morire, è un modo vigliacco di
pilotare.
La responsabilità, è stata da sempre nemica dell'affidabilità.
Nessuno ha potuto attutire il colpo di ogni corpo, si, di quella
presenza umana sconosciuta alla nostra realtà, subendo inermi, a tale
ingiustificata violenza.
La felicità, la speranza, l’attesa, le prospettive, il diritto alla
vita, messe a tacere, da colui che non ha ottemperato al proprio
dovere.
Una tragedia accaduta sulle alpi, lato francese, oggi ancor più, i
nostri cuori ricevono pesanti colpi, in memoria, di quanti, hanno
ricevuto l’ultimo saluto nelle diverse chiese.
Resteranno ricordi in quella montagna, ai familiari rimarrà il dolore
di quella vergogna.
Ora basta, quante ne devo sentire, faccio un sospiro, la prossima
settimana devo partire. Nulla del passato si può recuperare, ma
ciascuno la propria vita al proprio Dio può affidare.
Lascio un messaggio a queste parole, un personale dispiacere, rivolto
a quel familiare, erede di cotanto male.

 

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