Intubato

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Colgo questa occasione, poiché oggi, ho la possibilità di poter esternare ogni mia sensazione, un istinto di sopravvivenza, non innato in tutti gli uomini.

Una sovranità all'’ergastolo. Siamo liberi, in una scala democratica, quanto punteggio da uno a dieci potremmo raggiungere?

L’'utilizzo di un formato espressivo singolare, dove ciascuno, con le proprie esperienze esternabili, e il proprio modo di reaggire, e agire, trova appoggio in una società sempre più in evoluzione.

Una relazione mentale che voglio sfruttare, regolata da un filtro, mantiene in equilibrio informazioni, e concesse al prossimo, trattengono in grembo l’'anonimato.

“Conosci sicuramente una persona, che convive con la sedia a rotelle, l’'altro con un segno sulla pelle, come quel soggetto, che nel proprio petto possiede l’'inferno, non dimenticando il cieco, che per vedere deve mettersi distante un metro da un piccolissimo buco.” In questo frangente, Conviviamo in un sistema sociale democratico, a cui la legislazione, affida al più forte, una maggiore emancipazione sotto l’'aspetto sociale e personale, e al debole, per adesso, la respirazione naturale.

Voglio mostrarvi una rappresentazione grafica impaginata per bene, di una situazione di fatto, volutamente nascosta, in cui un naturale destino, mette in discussione, l’'emozione di alcuni soggetti, privati dal diritto alle pari opportunità sessuali.

Ciascuno con la propria caratteristica, in considerazione delle proprie difficoltà, in cui un soggetto durante il proprio quotidiano vivere, assume nella società una propria posizione, risaltando al meglio le proprie qualità, invigorendo sempre più la propria personalità.

Una condizione in cui lo stato naturale, gli affidato un percorso differente da un suo simile, con le proprie difficoltà, dovute al proprio tracciato biologico continuamente in salita.

Una sensazione realistica, e nello stesso tempo inaccettabile, dove da una parte risalta la cresta del ricco egoista, e dall’'altra estremità, possiamo notare il bisognoso, con le proprie personali complessità, che lo seguono in ogni secondo della propria istantaneità.

L'’esigenza di un rapporto sessuale, impedito da particolari condizioni, legati ad una disabilità, dove la legge naturale, non ha previsto diritti e doveri, ma contiene, una serie di lacune e privazioni senza fine, che considero inaccettabili.

La libertà dell’'espressione personale scossa dagli ormoni, privata dalla Sig. Ignoranza, un segno tangibile di un appannaggio culturale e politico di una Nazione, con la crescita sociale che fatica a camminare continuando a barcollare, nasconde, l’'esigenza dell'’apertura di strutture idonee di reabilitazione ormonale.

Prevale l'’evidenza, di uno status personale ignorato dal resto del mondo, un assenzio silenzio, un rapporto che mantiene lontane due estremità di pensiero, (rappresentante Istituzionale e cittadino), non esonera il fragile, dal camminare sul filo di un lamento.

Un tempo interminabile affligge una persona, causato dal sordo cieco organo legislativo, che si mantiene lontano dalle esigenze altrui, continuando a riempire, pagine di giornali di conquistato egoismo propagandistico.

 

“Mi Piace Come parli, non vedo i tuoi denti, solo i Tarli.

Ordinariamente, il governante, permette al disabile di convivere con l’'inferno, menomale che esiste un giudizio eterno.

Come un canguro, un salto a destra, e l'’altro a sinistra, passando dalla maggioranza alla minoranza politica, come una bandiera governata dal vento, istanti in cui molti, trovano la loro ispirazione nonostante privati dalla visione mentale.

L’'emanazione di una regola, soffoca, o alimenta l'’ossigeno dell'’anima, di un cittadino trattato come un burattino, da chi il privilegio se lo gode fin dal mattino.

L’'ignoranza, (vero stato invalidante di una persona), lede l’essere vero di un soggetto, che utilizza forzatamente i para occhi continuamente, per nascondere una realtà, parte di una normale spontaneità naturale. Una realtà, invalidata con forza, dall’'uscita in orbita, della vita terrestre di affamati del solo potere.

Ogni soluzione viene mostrata come una reale realtà, con una eloquente abilità, trasformando solo con le parole, le difficoltà di ciascuno in pari opportunità.”

La ragione, la mia, la vostra, sopraffatta da una porzione della facoltà di pensiero dell’alto potere, e singolarmente, da chi dispone di tanto denaro, da poterne godere ingordamente.

Un radicato e viziato modo comportamentale, incastonato nella globalità, che si esprime costantemente, nascondendosi dietro una roccia di falso buonismo, e di una consistente ipocrita moralità.

Un apparente Stato di diritto, in cui prevale una situazione di inerzia permanente del disabile, una percezione, (come un ammalato che è stato intubato, perché il destino, lo ha coinvolto in un “incidente”, dal risultato tragicamente permanente).

Il domani non ci appartiene, il passato è stato ormai superato, e il presente, è frutto di un tempo trascorso.

Tutti riceviamo la conta, più o meno, attenti, ciascuno con il proprio scontrino alla mano.

 

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