Accordo

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Uno scorrere del tempo, quasi fosse scontato, godeva di una
naturalezza sfrontata, una donna, che componeva e smembrava rapporti
sentimentali a suo piacimento.
Spettacolare! Si fa per dire.
Molto capace a pilotare, e usando la cloche, a tutti faceva provare emozioni.
Quante storie raccontava, quella notte diede ad intendere, che per
lei, gli uomini erano un trofeo.
Trovava sempre un riscontro, a ciascuno il proprio reso, non stava a
guardare, ad una domanda, un dubbio, o ad una critica, tutti trovavano
in lei una risposta.
Una sola maniera per raffigurarla, quel mix caratteriale di dolce e
salato, incompatibile con alcuni palati amanti del dolce.

Quel pomeriggio d’inverno, l’afferrò per la mano, e recitando, iniziò
il suo singolare brano: "tu sì, che hai un cuore umano".
Utilizzava anche un’aquilone, sottoforma di emozione.
Vola, lentamente, così, s’impossessa della mente.
Un fare tutto dire, si imponeva all’umore, e gli trasmetteva tutto il
suo calore.
Dal nulla creava un vocalizzato, un suono stonato, ma lei lo innalzava a beato.
Tutto scrutava, e il vulcano eruttava.
Concessa una razione, scappata l’emozione, un pugno di mosche rimane
sfondo di quella situazione.
Come un sonno profondo, contando le pecorelle, gli attori di questo
incrociato destino si sono addormentati, e appena svegliati, ogni cosa
era svanita, così risalirono lentamente dal fondo.
Una storia, che si propagava sempre più verso lalto, è stata gettata
nel cestino del “rigetto.”
Vivevano l’istante, come la vibrazione musicale, ¼ di un accordo, non
resta nulla, solo un lontano ricordo.

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