Come scorre il tempo

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Un orologio poggiato sul comodino, che nasconde tra le lancette una
breve storia, fregiata con una medaglia al valore da un insensato
passaggio, di quel tempo sprecato, che non rappresenta più "il nulla
mescolato con il niente".
Una schiarita vista, se pur offuscata da un comportamento sleale
altrui, oggi, mi permette di poter osservare con difficoltà, un breve
passaggio di stralci di vita, che si destreggiano tra le stagioni del
mio anno solare.
Ciascuno all’interno del proprio mondo, deve continuare a percorrere
il presente, senza rimpianti, e non permettere ad un particolare
passato, a volte complice di un beffardo destino, di violare stralci
di personale esistenza, che talvolta ci accomuna inconsapevolmente.
Come scorre il tempo?
Almeno una volta nella vita, hai attenzionato questo particolare,
notando una evoluzione progressiva del tempo, visibile dagli
stravolgimenti urbani della tua città, o dalla trasformazione
strutturale del quartiere dove hai vissuto fin da piccolo. Questo è
uno degli esempi che posso riportare per rendere l’idea, uno tra i
tanti. Come non considerare il passaggio di un anno all’altro, che
coinvolge la fase dell’invecchiamento di cose o persone, usurate da
quel tempo dominatore, che evidenzia la sua forza, permettendoti di
notarlo maggiormente osservando i bambini, che ricalcano l’ormai
passato passaggio dei grandi. Un racchiuso limitato intervallo "spazio
tempo", che contiene un carico di novità e complicità degli eventi,
una via percorsa da diverse esperienze.
Un tempo, questa forma di spazio passeggero, che racchiude al proprio
interno persone, pensieri, emozioni, situazioni, ricordi, luoghi,
climi singolari, ed esperienze che contribuiscono ad alimentare un
proprio futuro figlio del destino.
Ecco, mi concedo un secondo dal mondo, per un istante, riaffiorano
ricordi alla mia mente.
Una particolare rappresentatività mentale, che contiene una serie di
film e cartoni animati, di quei programmi ricchi di esperienza, un
toccasana per un reale tessuto sociale. Parlo di una donna ignota al
prossimo, in cui contestualmente la raffiguro ad una sparuta immagine,
come fosse seduta su una sedia, una figura incolore, con lo sguardo
incollato al televisore, che guarda ogni mia interpretazione.
Uno “schermo”, che mostra tutto, quel che basta, quello che lei non
finirà mai di vedere.
Osserva come scorre il tempo, lo stesso che cambia e non si conserva.
L’insieme delle emozioni che tardano ad arrivare, e quelle personali
sfaccettature di sesso schiumoso senza sapore di amore, al solo sapore
di sale.
Emozioni passate, che ora hanno il solo compito di osservare, con il
diritto di ciascuno di criticare, certo, per quel che si riesce a
vedere.

Ricordo ancora “quel modo di scrivere caratteriale, su un foglio già
scritto”, come una “cruccia appesa”, e quel disegno a forma di sedere,
come la faccia.
Una contesa storia, tra la mia tenera età e la personalità, che
d’adulto mi ha sostenuto, regalandomi una buona memoria, per
ritrovarmi un giorno in seno alla gloria.
Inizialmente, viaggiavo spesso nella rete, al suo passaggio non avevo
un attimo di quiete.
La osservo, anche ora, non è la sola, a distanza, perchè il destino,
quello che accomuna amici e parenti, mi ha supplicato, che qualche
volta gli devo concedere un minimo di accoglienza, perché parte di una
forzata convivenza, di una ipocrita apparenza.
Un pensiero che corre, lo stesso che sorvola a bassa quota, come un
aeroplano che segue la rotta impostata, passando continuamente
limitrofo alla tua dimora.
Barare con se stessi non è normale, ricordare sì, per esporre ricordi,
che hanno inevitabilmente lasciato margini chiari, di realtà
quotidiana.
Conosci quel tempo galantuomo? Proprio lui, sì, quante volte ne hai
sentito parlare.
Un effetto ottico di un lontano passato, nascosto a ogni costo, un
presente, velato da altre emozioni, un futuro segreto al tuo palato,
che rimarrà per sempre un bene svanito.
Una sosta per un tempo breve, per un calore, che va oltre ogni sensuale odore.
Balzi di rapporti finiti, una sola parte di una vita giocata alle
carte, questo è un momento coatto,
ricordo di aver fatto un patto.

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