Bar Alato

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Un lungo viaggio di circa 10 ore, manteneva distanti due gradevoli
mete, e un’attesa sul “bar alato”, ci permise di arrivare dall’altra
parte del pianeta, e toccare il primo suolo all’aeroporto di Miami.
Successivamente all’atterraggio, superata la fase di sbarco, e
ritirato i bagagli, ci siamo incamminati verso l’uscita del Gate. Hai
capito bene, non ero solo, ad affrontare ogni passaggio spettacolare
di quella esperienza, un viaggio ancora vivo nel mio cuore.
Quando arrivi in una località, desideri iniziare immediatamente a
sfoggiare ogni emozione, soprattutto, se hai desiderato intensamente
quel periodo di relax. Durante i controlli, attesa obbligatoria prima
di uscire dall’aeroporto, ho percepito una particolare sensazione. Mi
sentivo privato della mia libertà, dai, la privacy, ora si utilizza
questo nome, quindi mi sentivo stretto tra
quattro mura di aria. Lo so, strana come rappresentazione, non ho
trovato nessun’altro esempio, se non questo per rendere migliore
l’idea, non vedevo l’ora di iniziare l’avventura. Uno stato ansioso
iniziò a farmi compagnia, ero stanco dal viaggio, l’unica cosa che
desideravo era riposare, per iniziare ad assaporare serenamente
l’atmosfera americana.
Un bel posto, un momento in cui ho costatato di persona, che quella
terra, non è rappresentata dalla sola ricchezza, questo mi dicevano.
Un impatto dai molti effetti, in cui il povero e il ricco poggiavano
gli stessi piedi sul suolo americano. Percorrendo le vie della città,
capitava di incontrare gente che riposava per terra, e di fianco, i
ricchi, possessori di macchine di lusso, che rappresentavano di contro
ordine il progresso dell’America. questa particolare situazione
quotidiana, aprì uno stato di riflessione continua nella mia mente,
che rimase a lungo viva nella mia memoria.
Un suggestivo percorso mi lega a quella esperienza, un ponte, quel
passaggio sospeso, che rappresenta l’unione tra il passato e il
futuro, quella distanza, che poggia gli eventi su due pilastri
infinitamente indefiniti.

 

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