Beretta

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La mia costa siciliana, frequentemente, soprattutto nel periodo
estivo, favoriti dalle condizioni buone del mare, accoglie persone che
per la disperazione e la cattiveria dei loro governanti, attraversano
una parte del mondo, “rigando di sangue le onde del mare”, sotto lo
sguardo schivo, di alcuni ipocriti europeisti, seduti in poltrone di
pelle vera. Un potere umano complice del traffico di vite umane,
continua a "sbadigliare davanti a un monitor del Parlamento, e, a
sbraitare ancora ad occhi chiusi, dopo aver dormito". Nonostante
questo lassismo politico, molti perdono la dignità, la vita, tanto a
loro non importa, mentre stanno al caldo, altri patiscono le pene
dell’inferno sotto lo stesso cielo. Durante questo tragitto, vengono
sottoposti a variate violenze, carnali e psicologiche, proprio in quel
momento che si sta consumando la tragedia, alcuni stanno tra i
palazzi, sforzandosi di contare i fasci luminosi del cielo tra le
nuvole di smog. Come non dedicare un pensiero a quei bambini, che
osservano quanto li circonda con gli occhi della purezza, dove la
coperta del calore umano prova a tenerli al caldo.
Il vento, la salsedine del mare in tempesta, copre i pianti di
migliaia di cuori, colpevoli di essere nati in una terra, dove il sole
ha visto i propri genitori morire. Creature gettate in acqua durante
il varco della speranza, come fossero avanzo di carcassa d’animale. La
mia indole si ribella ad una condizione umana ripugnante, e L’istinto
mi rimprovera, ma la mia posizione mi giustifica. Uno stato di fatto
che mi priva delle decisioni, e di quanto possa servire per tentare di
ridurre questi atti orrendi. Una condizione mi consente di essere
utile, il mio stato di democrazia attuale, in cui posso liberamente
esternare tutto il mio disappunto, in una pagina di vita reale, che
rimarrà per sempre scritta nei cuori degli esseri umani.
Una rabbia, dettata dalla conoscenza di tanto male, come non può
permettere di non pensare, di fargli toccare il metallo di un’arma,
una qualsiasi "La Beretta", e metterli nelle condizioni di provare
le stesse sensazioni, di questi innocenti, a questi esseri vili,
offesa alla crescita dell’intera umanità. (Maledetti).

 

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