Anaconda

Stendo un testo, con la stessa potenza di un “ordigno”, Signor maligno, chi la circonda, rimane intrappolato nella morsa di un anaconda.

La mano in questo momento scrive con passione, senta, come le disegna l’attuale brano della rivoluzione.

Vero, che ora non voglio iniziare bene, di recente ricorda cosa ha detto? La terrò in “catene”, lascerò precipitare ogni suo giudizio nel precipizio.

Dopo quindici anni, anche se troppi, oggi, arriva la conferma che quei giorni non erano eterni.

Lei è sempre più sordo, con la radice nel cuore, ingordo.

Un tempo ormai passato, che non ho dimenticato, quel pensiero, solo da parte pazientemente l’ho tenuto.

Non si tratta di rancore, rabbia, per un uomo assetato di potere.

Ha rallentato la mia carriera, l’ha fatto con tutti, sempre alla stessa maniera.

Nelle vene avevo il “fuoco” di un ventenne, una voglia estrema di lavorare, per un’associazione, che un futuro mi ha permesso di avere.

Esortare agli altri non è banale, grave non sapersi presentare, da quale pulpito vuole predicare, non mi ha permesso di lavorare, comportandosi come un brutto animale.

Non ho ottant’anni, mi dispiace per i suoi malanni, a quell’età avrò dato spazio ad altri, che possiederanno altre qualità.

Ho un cuore, che quotidianamente è acquietato dall’amore.

Sento il peso della responsabilità, del casino che ho combinato a quell’età, a nessuno ho detto parolacce, alla sua età non può permettersi di sputare “calce”.

Ero piccolo, lei oggi ha fatto la figura del “broccolo”.

Ha detto che non mi ha votato, ingrato, non mi sono meravigliato.

Dica quello che vuole, soffro di mal di “mole”, ora mi curo, scrivo, così passa il dolore.

Ho ricevuto tanta educazione, lei non conosce neanche cos’è l’emozione.

Fino a oggi tanto ho imparato, il resto è conservato, lei per il futuro questa notte cosa ha sognato?

Sono stato riconfermato, il passato l’ho “vomitato”, con qualcuno mi sono ritrovato, un’altra persona importante ho conosciuto.

Rimane di lavorare, non deludere, non so se avrò successo, chiedo alla vita, per caso posso? Sarò pure ignorante, meglio di essere un perdente, di nessuno non mi sono approfittato, come ha fatto un vecchio ineducato.

Rimetto tutto nelle mani di questo destino, cui frequentemente m’inchino, non sono uno giusto, ma un ragazzo apposto, che ha un organo importante che batte in petto.

“Questo scritto non vale niente, lei nella vita sarà per “sempre” un ripetente, il testo rappresenta l’aborto, dopo letto, lo butto”.