Biografia Innocenzo Ferraro

Ciao

Questa è una parte della mia biografia, poiché quella completa, sarà pubblicata con un libro in futuro. Da sempre ho inseguito sogni e desideri, cui riscontri, non sono stati come gli attesi, ma il modo di essere forte, ha sempre trovato la strada secondaria, per rincorrere a un qualcosa, cui ho sempre creduto. Nato in una terra fredda, la Germania, il sei aprile del 1978 in provincia di Mannheim, quando era ancora Repubblica Federale tedesca, dove trovarono lavoro i miei genitori. Grazie a un concorso, vinto da mio padre nelle Ferrovie dello Stato, ritornammo a Montallegro, la città natale fu da lì in poi, meta di sole vacanze, cui quasi annualmente vado a trovare i miei parenti. Il tempo scorre, arriva il periodo della frequenza scolastica, lì iniziarono altre complessità da superare, con grande difficoltà m’impegnavo, ovviamente, il minimo indispensabile che un bambino possa offrire, la scuola non è stata mai il mio forte. Terminati gli anni delle elementari, iniziai a frequentare la scuola media, tra le materie che studiavo, la musica era quella che preferivo. La diamonica fu il primo strumento, che le mie mani toccarono alle scuole medie, poi il flauto, la chitarra, il sax di miopadre, la tastiera, contemporaneamente a tutto ciò, la batteria, che fin da piccolo nell’insieme, caratterizzò il mio impegno per la musica. Ignaro del mio futuro, continuavo a vivere la vita in modo normale, come tutti i ragazzi nell’età adolescenziale, non sapendo che non sarebbe passato tanto tempo, per iniziare un lungo cammino segnato da peggioramenti graduali. Nella prima metà degli anni novanta, ho frequentato la scuola per Massofisioterapisti e Centralinisti telefonici, presso l’Istituto per ciechi Ardizzone Gioeni di Catania, trascorrendo fuori di casa gran parte della mia vita adolescenziale. Finiti gli studi, ritorno al mio paese d’origine, furono anni intensi, di grande insegnamento per il mio avvenire, nell’attesa di un lavoro, riuscìi a conseguire il diploma di ragioneria, il tempo va occupato bene, altrimenti un giorno si prenderà beffa della tua persona. Assunto come Centralinista Telefonico il tre luglio del 2000, presso l’EAS di Palermo, sede di Agrigento, grazie all’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, che dal 1920 in poi, Unica in italia, si è fatta promotrice di tante norme, per cui i ciechi devono esserle grati. Grazie all’amore immenso per la musica, presi lezioni di tecnica di batteria jazz per due anni, durante quel periodo, frequentavo alcune lezioni di canto, facendo coincidere il tutto con il lavoro e la palestra … che stress quegli anni! Alla passione per la musica, ho aggiunto quella per il mare, comprai un modesto gommone, la prima estate si rivelò con il tempo la più intensa, quanti bei momenti trascorsi insieme ai miei amici. Sempre insoddisfatto del mio presente, pensando di migliorare la mia qualità lavorativa, presi la decisione di continuare gli studi, con gran sacrificio e dedizione, mi sono laureato in scultura presso l’Accademia Michelangelo di Agrigento, illudendomi che un giorno, potevo svolgere tutt’altro, con maggiore soddisfazione economica e libertà personale. Il risultato finale non è mai lo stesso, non sono mai stato bravo in matematica, pur sapendo fare i “calcoli”, lascio una porta aperta per il futuro, la soluzione si trova sempre, finchè c’è respiro, “la speranza sarà l’ultima a morire”. Nonostante i miei molti impegni, stimolato dall’esperienza di mio fratello che da qualche anno aveva intrapreso una nuova attività sportiva, d’immersione subacquea, presi due brevetti di primo e secondo livello, che mi permisero di conseguenza, di fare immersioni in diversi siti della Sicilia. Il primo dicembre 2009, sono stato trasferito presso gli uffici dell’ERSU Palermo, poi distaccato ad Agrigento, occupando diverse mansioni al suo interno. Una delle mie passioni è visitare sempre posti diversi, da occasioni di bisogno ho estratto anche parte di positività, recandomi in quei siti, dove non avrei mai pensato di andare, se non fosse stato per le sole necessità. Vedere posti come la Tunisia, la Spagna, la Costa del Sol, Valencia, Nizza, il Belgio, le Bahamas, e una buona “fetta” dell’Italia, ha riempito d’esperienza la mia persona, alimentando di certo le mie capacità relazionali. Gli anni passano e il tempo riscalda i cuori, schiarisce la mente, le esperienze, fatte hanno permesso un equilibrio di me stesso tale da farmi maturare, non ho avuto mai una crescita veloce, ma è stato sempre graduale, un’esperienza, un gradino, così via. Nella seconda metà del 2011, ho partecipato a un musical, dove gli attori erano ragazzi con diverse difficoltà, un’esperienza sotto l’aspetto sociale, nuova e unica nella sua semplicità. Ogni esperienza sarà esclusiva per la sua particolarità, per abbattere una barriera architettonica devi lavorarci, una parete non si “demolisce” con il pensiero, ma bisogna munirsi necessariamente dell’attrezzatura idonea, una grande voglia di fare, troppo facile dirigere solo i lavori. Prima di “predicare” al prossimo di abbattere ogni barriera architettonica morale e materiale, si deve lavorare prima su se stessi, non bisogna avere pregiudizi, su chi ha le medesime difficoltà, altrimenti, non possono essere nelle condizioni idonee per esigere dal prossimo un qualcosa che non hai mai provato a dare. La vita è un’avventura, sappilo, una guerra da vincere, non ne uscirai sempre a testa alta, ci saranno momenti, cui dovrai camminare a testa bassa, fanno parte della “condizione naturale umana”.

Arrendersi, essere vittima di un destino che non desideri non devono caratterizzarti, i momenti “vigliacchi” che ti fanno stare solo male, devi cercare di evitarli, se proprio non ci riesci, “mozzagli i piedi”.